16:00 - 17:30

Area 2
Uno dei luoghi del vino: l’enoteca. Ai tempi di internet e dell’acquisto on line, con gli scaffali della GDO sempre più ricchi di etichette, quanto è importante l’enotecario di fiducia?

Il segreto della felicità? Scegli una buona enoteca

Tavola rotonda aperta al pubblico

Uno dei luoghi del vino: l’enoteca. Ai tempi di internet e dell’acquisto on line, con gli scaffali della GDO sempre più ricchi di etichette, quanto è importante l’enotecario di fiducia? Un talk show appassionante  e divertente con coloro che “resistono” con passione e sacrifici, promuovono con il loro lavoro la cultura del vino e soprattutto ci regalano spesso grandi sorprese a forma di bottiglia.

La scelta di un enotecario di fiducia è importante quanto la scelta di un buon medico curante; perché un bravo enotecario può a tutti gli effetti, aiutarci a vivere meglio. Vediamo in dettaglio come e perché.
Voglio un vino buono
voglio un vino buono e giusto (nel senso giusto per l’occasione)
voglio un vino buono e spendere il giusto
voglio un vino buono, spendere il giusto e fare bella figura
voglio solo un bicchiere di quel vino buono, o meglio : magari prima lo assaggio poi lo compro
sono tutti aspetti da non sottovalutare per una buona qualità di vita. Ma andiamo avanti:
in enoteca volere è potere, e infatti è proprio lì che posso bere qualcosa che altrimenti non avrei mai bevuto a causa della mia ignoranza enologica sconfinata, che il buon enotecario di fiducia cerca di colmare proponendomi nuovi vini e talora vecchie annate.
In enoteca si fa cultura. A volte imparo di più in 2 ore di bevuta al bancone che in un intero pomeriggio in biblioteca.
Ma non finisce qui..
L’enoteca ha anche una forte valenza sociale:
Sei solo, forse anche un  poco triste e vuoi berti qualcosa? All’enoteca non sei più solo: hai il calice giusto, l’enotecario che ti fa pure compagnia, te la chiacchiera e te la racconta, ti porta in genere una cosa sfiziosa da mangiare... sai quei formaggi introvabili, da latte di mammuth e caglio di pterodattilo, o quei salumi di unicorno e quella focaccina di grano antico di cui si nutriva la Sfinge, che al cospetto Cheope è un teen ager. Talmente buona da masticare, ti asciuga il palato e quel lieve sale croccante in superficie che ti mette sete, giusto giusto per un secondo bicchiere e una nuova storia da ascoltare sui rarissimi Ice wine dell’Annapurna, per non parlare delle vigne ad alberello pre fillossera del deserto del Kalahari. E tu sei lì ad ascoltare il tuo enotecario di fiducia, perché il vino te lo vuoi sentire raccontare. In barba a tutte le teorie di degustazione, il vino si beve prima con gli orecchi.

Intervengono al talk show:

  • Alberto e Stefano Bruni: Enoteca Fiorentina. La sorpresa. L’introvabile e l’impensabile lo trovi qua. Cerchi un nebbiolo vinificato in cappadocia? Un passito di Stonehenge? Loro ce l'hanno. Nel caso sapranno consigliarti una valida alternativa.
  • Alessandro Soltani: Enoteca Sant’Ambrogio Caffé. La qualità democratica. Ti vuoi bere un bicchiere di champagne serio  al costo di un cappuccino? Ecco, risparmia sul latte che fa pure acidità e non rinunciare allo champagne e al sorriso di Sandro, che non aspetta altro che berselo con te.
  • Ciro Beligni: Le Volpi e l’Uva. La sicurezza. Ti vuoi bere un bicchiere di vino fedele alla linea, in pieno centro storico senza sentirti un turista nella tua città? Appena dietro Ponte Vecchio, Ciro e le altre due volpi sono lì per te da 25 anni.
  • Edoardo Fioravanti: Pitti Gola e Cantina. Le rarità. Cerchi un vino raro, un’annata introvabile e la vista di Palazzo Pitti? Allora devi prenotare in anticipo. Si vocifera che la loro collezione contenga anche rare annate di vini pre tolemaici, perfettamente conservati.
  • Gionni Bonistalli: To Wine Prato. Il bere per tutti. Perché li troverai sempre un amico in qualunque sera capiti. Parti da solo e finisci a sciabolare champagne a qualunque ora del giorno e della notte, con colleghi, amici e qualche neonato in passeggino.
  • Livio Del Chiaro: Divina Enoteca. Il calore. Cerchi coccole e calore non sono da alcol? Da Bianca e Livio appassionati e innamorati hai quel piacere di un grande vino bevuto in famiglia. Piacere raro se in famiglia (quella vera) puoi al massimo bere un fragolino dalla zia Armanda
  • Sara Boriosi: Enoteca Giò Perugia. Il divertimento. Quando l’enotecario si fa donna è  tutta un’altra storia. E il racconto, così come la bevuta si fanno sagaci, ironici e irriverenti. E il sorriso scappa anche senza essere alticci.

A condurre l’incontro il sommelier informatico Andrea Gori, un altro personaggio che di bevute se ne intende...

Ideazione e allestimento evento a cura di Sabrina Somigli

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