Fiegl e il Sauvignon in terra di Ribolla

Quali sono le particolarità del terroir nella vostra zona di Oslavia?

Siamo sul Collio, più precisamente sulle colline di Oslavia, piccola frazione di Gorizia. Limbo di terra nel Nord-Est italiano, dove nei secoli l’intreccio di popoli, ha creato un mix culturale unico al mondo. In questo fazzoletto di terra, crocevia di tre culture, italica, germanica e slava, la storia ha lasciato una traccia importante. Nel maggio del 1915, il villaggio di Oslavia si trovò improvvisamente coinvolto nella grande guerra. Il fronte correva proprio lungo le colline di Oslavia. Due anni di violenti combattimenti, hanno cambiato Oslavia per sempre. Anche la viticoltura ne ha risentito parecchio. L’ultima vendemmia per lungo tempo è stata quella del 1914, fatta da donne e bambini, in quanto gli uomini erano già al fronte con l’esercito asburgico. La guerra ha devastato tuttii vigneti, il reimpianto è iniziato nel dopoguerra, intorno al 1922. Molte varietà autoctone sono andate perse a causa del conflitto. Si sono salvate la Ribolla Gialla, la Malvasia Istriana, e il Tocai Friulano. In quel periodo, dalla Francia, furono introdotte le varietà internazionali. Fu così che arrivarono a Oslavia, il Pinot Grigio, lo Chardonnay, il Sauvignon, il Merlot e i due Cabernet. A testimonianza di quell'inutile conflitto, a Oslavia ci sono parecchi monumenti. Il più conosciuto è l’Ossario di Oslavia, dove riposano le spoglie di 57.000 soldati.

Matej, cosa ci puoi dire del vostro Sauvignon?

Oslavia è sinonimo di Ribolla Gialla. È l’uva della quale siamo più orgogliosi, tanto da aver creato un’associazione di produttori dedicata proprio alla Ribolla Gialla. Ma il vino che anno dopo anno mi stupisce di più, è il Sauvignon. In vigna è esigente. Deve produrre il giusto, né troppo poco ne troppo; non deve essere defogliato troppo ma nemmeno essere troppo coperto dalle foglie, in quanto l’uva può risultare o troppo bruciata dal sole o troppo “cruda”. Anche scegliere il momento in cui andarlo a vendemmiare è fondamentale. È una vera sfida produrre un’ottima uva. 
Il profumo del nostro Sauvignon è particolare. Un’esplosione di aromi mediterranei. Alloro, basilico, foglia di pomodoro, mentuccia, eucalipto...è un susseguirsi divertente di profumi. La caratteristica più sorprendente del nostro Sauvignon è la corrispondenza fra la parte olfattiva e la parte gustativa. Un Sauvignon fuori dagli schemi.

 Matej Fiegl vi aspetta a Vinoè per farvi assaggiare il suo Sauvignon (e non solo!)

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