12 Novembre 2016

Alla riscoperta del Falerno del Massico con Villa Matilde

Ci puoi raccontare un po' del vostro lavoro di recupero del vitigno Falerno svolto dagli anni 60' ad oggi? 

La storia di Villa Matilde comincia con Francesco Paolo Avallone, avvocato e appassionato cultore di vini antichi: incuriosito dai racconti di Plinio, dai versi di Virgilio, di Marziale e di Orazio, tutti intorno al vinum falernum, dopo anni di studi e letture, coadiuvato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Agraria, ha individuato le viti che un tempo davano vita al Falerno; pochi ceppi sopravvissuti miracolosamente alla devastazione della filossera di fine Ottocento. Fu allora che l’avvocato si fece vignaiolo: messi da parte codici e norme, con l’aiuto di pochi contadini locali, ripiantò gli antichi vitigni del Falerno proprio nel territorio del Massico dove un tempo erano prosperati e fondò Villa Matilde, (il nome è un gentile omaggio alla moglie). Vendemmia dopo vendemmia, prova su prova, riuscì a riportare sulle tavole il famoso Falerno di cui tutti, nella zona, continuavano a favoleggiare. Oggi l’azienda è affidata ai suoi due figli, Maria Ida e Salvatore che con dedizione esclusiva (entrambi hanno abbandonato la propria attività; la prima la diplomatica, il secondo la carriera forense) proseguono il sogno e il progetto del padre.
 

Se dovessi descrivere il Falerno del Massico con 3 aggettivi, quali sarebbero?

L’aver riportato in vita l’antico Falerno e la grande attenzione prestata al territorio e ai vitigni autoctoni pongono i vini Villa Matilde nel solco di una robusta tradizione; la ricerca costante, le tecnologie all’avanguardia colorano la tradizione con un’innovazione intelligente e dinamica. Per il Falerno direi che nasce da una storia antica, ma guarda al futuro:  un vino che rispetta il solco delle tradizioni ma è anche innovativo. Io lo definisco il Principe di Villa Matilde, perchè espressione fedele di un territorio.
 

Avete delle tenute in 3 zone diverse della Campania. Ci puoi dire qualcosa sulle particolarità dei terroir nella zona del Falerno in provincia di Caserta, nell'Irpinia e nel Sannio Beneventano?

Nel 2000 Villa Matilde ha inaugurato Tenuta Rocca dei Leoni e nel 2004 Tenuta d’Altavilla, rispettivamente nel cuore del Sannio beneventano e nel distretto delle Docg irpine, in provincia di Avellino, avviando la produzione di nuovi vini per valorizzare le diversità e le complessità  dei territori. 
Le Tenute Rocca dei Leoni sono ubicate nel cuore del Sannio Beneventano, tra la Valle Caudina, la Valle Telesina e la Valle del fiume Tammaro. Si estendono su una superficie di circa 30 ettari su terreni vulcanici ricchi di fosforo e di potassio: un terroir unico, dolce ed aspro al tempo stesso, che conferisce ai vini note marcate e profumi intensi. I ceppi molto vecchi, la ricca vegetazione di ciliegi e abeti, castagni, noci e ginestre, contribuiscono al profilo aromatico del vino che nasce da cloni di Aglianico e Falanghina. Tutti i vigneti di Rocca dei Leoni sono iscritti nell’albo delle D.O.C. Taburno e Sannio. Qui produciamo la Falanghina, Terre Cerase, Aglianico.
 Le Tenute di Altavilla si estendono nella provincia di Avellino: oltre 25 ettari vitati nel distretto delle D.O.C.G. irpine. Le pendenze notevoli, l’ottima esposizione, le escursioni termiche, la natura tufacea dei terreni e la ricchezza di argille conferiscono ai vini un carattere deciso e una spiccata personalità. I vigneti allevati in queste tenute danno vita a Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.
 
Qualità, cultura del territorio e della tradizione, rispetto dell’Ambiente e uno sguardo spalancato sull'innovazione sono oggi i punti di forza di Villa Matilde.

Troveremo Villa Matilde in compagnia degli altri produttori presenti alla manifestazione Vino è

A cura di Katarina Andersson.

Un mondo di gusto
e passione!