12 Novembre 2016

Il Metodo Classico di Valdobbiadene

Vi trovate a Carpesica, nel cuore del Prosecco Valdobbiadene, conosciuto principalmente per usare vinificazione con metodo charmat, eppure la vostra azienda è stata una delle prime a proporre sul mercato il Prosecco Metodo Classico. Come mai questa scelta?

Il nostro territorio produce spumanti da uve autoctone fin dal 1850 e il metodo charmat è entrato in uso da noi verso il 1925 e, dato che facciamo metodo classico fin dal 1988, per noi è stato naturale applicare il metodo classico anche al Prosecco Superiore. All'inizio è stato grande lo scetticismo di molti ma presto altri colleghi hanno seguito questa strada di ricerca e la soddisfazione di aver aperto una nuova via con S.C.1931 è stata davvero grande.
Riteniamo che la Glera possa esprimersi ottimamente anche fermentando in bottiglia e che, a differenza di quanto si crede comunemente, sia un vino che possa avere anche una lunga durata nel tempo, a patto di partire dall'eccellente materia prima che solo le colline di Conegliano-Valdobbiadene possono dare.
Non intendiamo con questo affermare che sia meglio l'uno o l'altro metodo: più semplicemente vogliamo esprimere l'idea che il Prosecco Superiore abbia confini di espressione non ancora completamente scoperti e certamente più ampi di quanto finora è stato proposto sul mercato.

La vostra è un'azienda familiare con la passione per la tradizione, ma nei vostri vini si sente un pizzico di innovazione. Quale pensate sia il vino da voi prodotto che rispecchia meglio questa coniugazione?

L'innovazione è un concetto pericoloso nel mondo del vino, quando si slega dalla tradizione. Crediamo fermamente che la nostra 'innovazione' sia solo la riscoperta di quei diversi modi di fare il vino purtroppo dimenticati per alcuni decenni tra gli anni 60 e gli anni 90 del secolo scorso.
Per questo ci piace studiare e approfondire i metodi di produzione come le fermentazioni in bottiglia (Così È), le fermentazioni senza solfiti (Radicale e Rurale), il metodo classico (Sei Uno e S.C.1931), combinando questi studi per capire quali possono essere i reali confini della nostra bella denominazione del Prosecco Superiore.
È difficile quindi stabilire quale sia il nostro prodotto che possa coniugare al meglio le nostre ricerche, comunque oggi il filone più interessante è simboleggiato da "Sei Uno", il nostro primo "Rive", un metodo classico con breve sosta sui lieviti in bottiglia (poco meno di un anno) e qualche mese di sosta dopo la sboccatura prima di proporlo ai nostri clienti.

Troveremo Bellenda srl in compagnia degli altri produttori presenti alla manifestazione Vino è.

A cura di Nadia Padrin.

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