8 Novembre 2016

Vino è...famiglia! Come per Cantine Guidi 1929

Vino è ... vino è passione, vino è tradizione, vino è conoscenza, vino è lavoro e fatica, vino è piacere e soddisfazione, vino è accoglienza, vino è famiglia, vino è ... basta!! Si potrebbe continuare indefinitivamente con questi "matrimoni combinati para-intellettuali", comprensibili peraltro solo a chi li combina, ma avrete capito che non si arriverebbe a nulla, niente di significativo ma se vi diverte, per esercizio sintattico, continuate pure.

Oggi, invece, ci interessa approfondire uno di questi aspetti: vino e famiglia. Lo facciamo insieme a Nicola Guidi che rappresenta l'azienda di famiglia Cantine Guidi 1929

Ciao Nicola, Cantine Guidi è l'azienda della tua famiglia, dunque quali sono i pro ed i contro di un'azienda a conduzione familiare e cosa significa per te azienda a conduzione familiare?

<<La nostra è un’azienda abbastanza grande ma non grandissima. Oggi essere un'azienda familiare per me vuol dire essere partecipi a 360 gradi delle scelte aziendali, essere impegnati sempre e farsi carico di tutto: oneri ed onori! Non basta esserne proprietari per dire "azienda familiare". Cantine Guidi è cresciuta di padre in figlio da 4 generazioni e spero che tra anni ci saranno i miei figli e quelli di Giacomo a portare avanti il nostro lavoro ed il nostro “messaggio”; mi piace pensare che quello che facciamo non abbia una scadenza ma venga poi portato avanti e migliorato, nel rispetto della nostra terra e delle nostre tradizioni. I punti negativi sono molto personali: non si stacca mai, sempre pieni di lavoro, non si può dire di no e questo è difficile ma bisogna imparare a conviverci.>>

Abbiamo avuto modo di degustare il Ruggente e ci ha colpito molto. Ci puoi raccontare la nascita di questo vino? A chi è venuta l'idea? Come e quando è nato? Perché lo avete prodotto? quali sono state le idee del vostro enologo? A voi piace il risultato? Perché il sangiovese e non un vitigno cosiddetto "internazionale"?

<<Nasce da una mia idea e di Giacomo (mio fratello). Avevamo l’esigenza di avere un vino che si distinguesse dalla struttura del Chianti, volevamo crearlo ed in qualche modo rinnovare il gusto, renderlo, appunto, più "internazionale". La scelta del Sangiovese è stata netta e decisa, perché non ci interessava un blend internazionale, lo ritenevamo qualcosa di visto e “ribevuto”. Crediamo che la viticoltura e l’enologia Toscana debbano saper rispettare la tradizione ma anche innovarsi e questo, quindi, è stato il nostro obiettivo. Il nostro enologo ci ha appoggiato e supportato, ci consiglia ed instrada sulla "retta via" con le sue capacità tecniche ma quello che mi preme dire è che i nostri vini sono frutto della nostra storia ed idea di gusto.>>

Troverete Cantine Guidi 1929 tra i produttori ai banchi di assaggio di Vino è.

A cura di Tiziano Catalano

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