3 Novembre 2016

Il Teroldego e la Piana Rotaliana raccontati da Maddalena Nardin

Maddalena Nardin ci parla del territorio dell'azienda Villa Corniole

Villa Corniole, nasce in Valle di Cembra, terra di “viticoltura eroica” del Trentino-Alto Adige, ci potrebbe parlare di questo territorio?

<<La Valle di Cembra è considerata "terra di viticoltura eroica" per il fatto che è un terroir di montagna terrazzato dove la viticoltura è ancora del tutto manuale, se non alcune eccezioni.

Le impervie e tipiche terrazze della Valle di Cembra (dove si stimano più di 700 km di muretti a secco a sostegno dei terrazzamenti vitati)  sono patrimonio storico nazionale e sono la culla di vini bianchi di Montagna unici e di carattere. Tra questi spiccano in primis il Müller Thurgau che viene coltivato anche oltre gli 800 metri e lo Chardonnay, coltivato fino ai 600 metri e utilizzato soprattutto per lo spumante metodo classico. Ci sono altre varietà minori, soprattutto a bacca bianca, mai più importanti vitigni sono appunto quelli citati.

Inoltre il clima particolare, il vento dell'ora del Garda che si incanala in Valle nel pomeriggio e le correnti fredde della Valle di Fiemme (che per inversione termica giungono in Valle) contribuiscono in maniera importante a creare un clima molto adatto alla coltivazione di vini bianchi di montagna.

E' uno dei pochi esempi di territorio dove l'uomo, pur essendo intervenuto con in maniera importante nella creazione di terrazzamenti per far sì che si potesse coltivare, ha creato un ambiente unico di estrema bellezza.>>

Il Teroldego è un vitigno molto interessante, così come il territorio in cui cresce, la Piana Rotaliana. Ci potrebbe parlare del loro perfetto connubio?

<<Il Teroldego è il vitigno autoctono trentino dal quale deriva il vino rosso più importante della nostra provincia, non a caso denominato il Principe dei vini trentini.

Le sue caratteristiche sono proprio il connubio con un territorio unico come quello della Piana Rotaliana (ca 450 ha costituiscono la DOC Rotaliano del Teroldego).

Lo strettissimo legame che unisce il teroldego e questa terra è evidente se consideriamo che tutti i tentativi fatti in passato per diffondere la coltivazione di queste uve fuori dalla Piana Rotaliana on hanno portato a risultati importanti.

Questa terra è frutto dell’opera millenaria di un antico ghiacciaio che ha portato alla formazione di una piana alluvionale circondata da alti pareti rocciose. Qui il torrente Noce, con il suo lento scorrere, ha portato a valle ghiaia e ciottoli alluvionali dei materiali più disparati, contribuendo alla formazione di un sottosuolo ricchissimo di scheletro. Granito e calcare alpino, dolomite e arenaria porfirica: tutti questi ciottoli, che favoriscono il drenaggio, si trovano a solo 80 cm di profondità. per tale ragione nel Campo Rotaliano lo strato coltivato è relativamente scarso, di medio impasto, sciolto e di ottima fertilità e questo gioca un ruolo chiave nel definire la mineralità, freschezza, intensità, forza ed eleganza del Teroldego Rotaliano.

Altro fattore importante che determina l’unicità climatica della Piana Rotaliana è rappresentato delle alte montagne che la circondano. Queste pareti rocciose infatti proteggono la vite dai venti freddi e trattengono il calore estivo.>>

Villa Corniole è tra le aziende in degustazione alla manifestazione Vino è, scopri le altre: http://vinoe.it/azienda/lista

A cura di Bianca Ciatti

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