30 Ottobre 2016

Il carattere del Raboso secondo Giorgio Cecchetto

Giorgio, il Raboso è il vitigno autoctono della vostra zona, che caratteristiche ha?

<<Il retaggio storico voleva il Raboso del Piave “rabbioso”, duro, aspro, a volte imbevibile… io però ero convinto che questo “cavallo di razza” difficile da domare, ma capace di colpire con il suo carattere spavaldo, a tratti scontroso, avesse grandi potenzialità.

Già alla fine degli anni novanta ho iniziato ad appassirne una parte per cercare di smussarne gli spigoli  e contemporaneamente ne vinificavo diverse interpretazioni. Pertanto la produzione e la maggior parte degli sforzi aziendali sono tesi alla valorizzazione di questo vitigno, che dimostra il suo carattere già in vigneto avendo un ciclo vegetativo molto lungo. Infatti è proprio in questi giorni, tra la fine di ottobre e l’ inizio di novembre, che ne raccogliamo le uve.>>

Da cosa è nata l’idea di spumantizzare questo vitigno? Che caratteristiche ha questo metodo classico?

<<Il Raboso Piave è così versatile che lo interpretiamo i quattro versioni, di cui il ROSA BRUNA, Rosato di Raboso Metodo Classico, è un’originale declinazione.

Ottenuto con la raccolta manuale delle uve e una macerazione per 12 ore sulle bucce, successivamente matura  per 50 mesi in bottiglia sui propri lieviti.

Di colore rosa ramato con riflessi arancio e perlage sottile ha un naso fresco che tocca toni fruttati di melagrana, arancia e pompelmo completato da accenni minerali e toni di ciliegia anche in confettura, che anticipano un gusto fresco, sapido e cremoso.>>

Sarà possibile degustare il Raboso di Giorgio Cecchetto il prossimo 12/13 Novembre a Firenze durante Vino è, la manifestazione organizzata dalla FISAR in occasione del Congresso Nazionale

A cura di Bianca Ciatti

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