27 Ottobre 2016

La fattoria Montecchio a San Donato in Poggio

Siamo in compagnia di Riccardo Nuti, ci troviamo all'interno del comune di Tavarnelle Val di Pesa e più precisamente a San Donato in Poggio, piccolo territorio del Chianti Classico incastonato tra Firenze e Siena.

La prima domanda che ti rivolgo è: In che modo il sangiovese coltivato nel vostro specifico terroir può connotarsi diversamente dalle altre zone?

<<Il Sangiovese del Chianti è unico al mondo: in nessun altro posto questo vitigno riesce ad esprimersi come nelle nostre splendide terre. Alla Fattoria Montecchio crediamo di essere stati bravi nello scegliere con attenzione i terreni giusti con le esposizioni più adatte sulle nostre colline nei quali abbiamo inserito i migliori cloni; otteniamo così un vino forte e deciso con un’espressività e una capacità di invecchiamento ottime. Il nostro sangiovese è ricco, vivace e corposo; il merlot è elegante, profondo e morbido; come anche il cabernet sauvignon, che fa della sua rotondità e dell'intensità i punti di forza. In ogni singola zona il vitigno piantato trova una declinazione specifica e particolare, permettendo in cantina di realizzare vini partendo da basi anche molto diverse tra loro.>>

Potresti spiegarci le peculiarità dei vostri vini partendo da 3 aggettivi?

<<Tradizionali, territoriali e per ultimo un sostantivo: riscoperta.

Tradizionali perché nella nostra fattoria abbiamo sempre ricercato di mantenere quelle abitudini e quel rapporto contadino con il vino che è alla base di tutti i nostri prodotti. Anche se è doveroso tenere d’occhio quello che la moderna enologia può offrire, mai questa deve lavorare a discapito della tradizione: deve sempre e solo aiutare ad esaltarla. Altrimenti il rischio è quello di perdere la propria - unica - identità.

Territoriali perché il forte legame con le radici del Chianti per noi deve essere espresso in ogni sorso che viene assaporato nel bicchiere: si deve capire subito dove siamo!

Infine parlo di riscoperta: abbiamo sempre cercato di riscoprire quelle che erano le abitudini e i modi di fare del mondo del vino toscano. Reinterpretare, quindi, con gli occhi di oggi le tradizioni di ieri per dare un prodotto che parli del passato alle nuove generazioni di appassionati di vino con prodotti che sappiano anche piacevolmente stupire.>>

La famiglia Nuti in oltre 40 anni di gestione della fattoria è stata chiamata a numerose sfide, mi ha molto colpito ed incuriosito la riapertura, negli anni '90, dell'antica fornace dove si producono le anfore in terracotta che utilizzate per il vostro vino Priscus: puoi dirci qualcosa di più?

<<Potrei dire che il lavoro fatto in 40 anni da mio padre qui a Montecchio potrebbe essere paragonato a quello di un archeologo: di anno in anno, con passione, ha riportato alla luce tutte quelle attività che facevano parte delle tradizioni del Chianti. Tra queste “(ri)scoperte” c’è anche la nostra Antica Fornace Montecchio dove, fin dai tempi della proprietà Torrigiani, vengono realizzati manufatti tipici della cultura toscana.

Il passaggio da orci, vasi e fioriere a contenitori per il vino è stato quindi naturale: la materia prima, selezionata tra le migliori terre toscane, e le capacità dei nostri artigiani si è sposata perfettamente con il mondo del vino ed in particolare con il nostro sangiovese. Un connubio che esalta il carattere specifico e territoriale del vitigno rendendolo ancora più riconoscibile, esaltandone il frutto e lasciando in bocca una sorprendente sensazione minerale.>>

Fattoria di Montecchio sarà presente a Firenze, alla Stazione Leopolda in occasione di Vino è, il 12 e il 13 Novembre. Prenota adesso il tuo biglietto: http://vinoe.it/#nav-acquista

A cura di Samuele Palandri

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